Alle motivazioni pratiche di rifiuto di apertura delle attività commerciali la domenica e nelle altre festività, emerse dall’indagine condotta dall’Ascom vicentina, per mons. Nosiglia se ne aggiungono altre di ordine umano e spirituale. "La domenica, Giorno del Signore, con la ricchezza di valori religiosi, umani, familiari e sociali che ha sempre espresso scrive il vescovo in una lettera al presidente della Confcommercio vicentina, Sergio Rebecca – non può trasformarsi per gli operatori del commercio in un giorno ordinario di lavoro, eliminando così in modo indiscriminato e senza limiti il diritto al riposo e a vivere un tempo di serenità e libertà di scelta da dedicare in particolare alla famiglia e agli amici e, per chi è credente, ai doveri religiosi della propria fede". La domenica, conclude mons. Nosiglia, "resti per la nostra società un valore irrinunciabile da sostenere e promuovere in tutti i suoi aspetti, anche come tempo di riposo dal lavoro e dall’acquisto e consumo dei beni materiali per dedicarlo alla gioia della festa con il Risorto, la fraternità nella comunità, l’incontro con gli amici, il servizio solidale verso i poveri, favorendo così il pieno progresso religioso, civile e sociale del nostro popolo".