GIOVANNI PAOLO II: CARD. RUINI, “UN UOMO COMPLETO E PIENAMENTE REALIZZATO” (5)” ” ” “

"Il Papa ha sofferto nella carne e ha sofferto nello spirito, vedendosi sempre più spesso obbligato a ridurre gli impegni legati alla sua missione: sono anch’io testimone del dispiacere che gli ha procurato il dover interrompere, quando le aveva quasi portate a termine, le visite alle 333 parrocchie romane". E’ la testimonianza del card. Ruini, che ha ricordato così gli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II: "Egli sopportava però la malattia e il dolore fisico con grande serenità e pazienza, con autentica virilità cristiana, continuando tenacemente ad adempiere il più possibile ai propri compiti, senza far pesare sugli altri i suoi malanni. Certo, dei segni di impazienza affioravano, ma non per il dolore quanto piuttosto per l’angustia e la limitazione che gli procurava l’insufficienza motoria, con la crescente necessità di essere trasportato". "Da molto tempo egli si preparava al passo conclusivo della sua vita terrena", ha ricordato il cardinale: "Aveva cominciato a scrivere il testamento durante gli esercizi spirituali del marzo 1979. Quando la fine si avvicinò e la prova si fece più dura, con l’operazione alla trachea, appena svegliatosi dall’anestesia scrisse su un foglio queste parole: “Cosa mi hanno fatto! Ma … totus tuus!”. (segue)