INCENDIO DE LONGHI: TREVISO, TIMORI PER AMBIENTE E POSTI DI LAVORO (UN MIGLIAIO)

"L’incendio alla De Longhi di Treviso ha messo in luce alcuni aspetti delicati: anzitutto la fabbrica che dava lavoro a circa mille persone, compreso l’indotto, non c’è più; in secondo luogo, in città abbiamo molte aziende e si pone quindi la questione della sicurezza e della prevenzione; in terzo luogo occorre verificare gli effetti dell’incendio in termini ambientali": questo il parere di Maurizio Cecchetto, del sindacato CISL di Treviso, a due giorni dall’incendio che ha distrutto l’azienda De Longhi, nota produttrice di elettrodomestici. Il sindacalista sottolinea che sono in corso incontri per avviare le procedure per la cassa integrazione, mentre l’azienda ha prospettato di spostare le produzioni in altre sedi in provincia. "In città – dice Lucia Gottardello, redattrice del settimanale diocesano "La Vita del Popolo" – si è registrato sconcerto per la mancanza di notizie sulle conseguenze, specie di natura sanitaria. Sembra che la diossina riscontrata non sia elevata, comunque a un livello almeno doppio del consentito, e sarebbe bene tranquillizzare la popolazione a questo riguardo". Secondo Gottardello, inoltre, resta sullo sfondo il problema del trasferimento dei lavoratori, mentre la De Longhi da tempo ha "delocalizzato" aprendo una sede in Cina, a Shangai.