In Agostino "la passione per la verità è la vera parola-chiave della sua vita", ma ha aggiunto Benedetto XVI, "c’è ancora una peculiarità. Tutto ciò che non portava il nome di Cristo, non gli bastava". Anche se aveva sempre creduto, "conoscere veramente questo Dio" era "la grande lotta interiore dei suoi anni giovanili". Attraverso la filosofia platonica apprese che "in principio era il Verbo", cioè "il Logos, la ragione creatrice", ma "la filosofia non gli indicava alcuna via per raggiungerlo". Solo nella fede della Chiesa trovò "la seconda verità essenziale: il Verbo si è fatto carne". "All’umiltà dell’incarnazione di Dio ha osservato il Papa – deve corrispondere l’umiltà della nostra fede, che depone la superbia saccente e si china entrando a far parte della comunità del corpo di Cristo; che vive con la Chiesa e solo così entra nella comunione concreta, anzi corporea, con il Dio vivente". "Non devo dire ha aggiunto – quanto tutto ciò riguardi noi: rimanere persone che cercano, non accontentarsi di ciò che tutti dicono e fanno. Non distogliere lo sguardo dal Dio eterno e da Gesù Cristo. Imparare sempre di nuovo l’umiltà della fede nella Chiesa corporea di Gesù Cristo". Per quanto riguarda la seconda conversione del santo, dopo il Battesimo, "Agostino si era deciso a ritornare in Africa", dove aveva fondato, con i suoi amici, un piccolo monastero. (segue)