Contro l’interruzione di gravidanza anche gli studenti di medicina. Una tendenza cui il “Royal College of Obstetricians and Gynaecologists” ha risposto rendendo la pratica abortiva parte del curriculum obbligatorio per laurearsi in medicina, sperando così in un aumento dei dottori pronti a interrompere una gravidanza. Per Josephine Quintavalle, dell’associazione per la vita “Alive and Kicking” si tratta di una speranza sbagliata perché "il motivo per cui studenti e dottori sono obiettori di coscienza è che il numero di aborti per ragioni sociali è in continuo aumento”. Secondo Martin Foley, dell’associazione “Life”, parte del movimento per la vita, “ci sono medici che si oppongono all’idea di aborto su richiesta”. Ian Jessiman, della “Guild of Catholic doctors”, che rappresenta i medici cattolici, ha dichiarato che "da tempo esiste un movimento antiaborto nella professione medica. Si tratta di uno sviluppo interessante". Per Paul Danone il diritto di obiezione di coscienza dovrebbe essere esteso anche a chi lavora nel settore dell’educazione e agli infermieri. "Speriamo di vedere un movimento di massa di medici, infermieri e insegnanti che si rifiutino di cooperare con le pratiche abortiste”. Per Josephine Quintavalle "il Regno Unito è ormai consapevole che vi sono troppi aborti. Dovremmo collaborare perché l’aborto diventi raro”.