Partendo dalla proposta educativa scout, i vescovi del Consiglio permanente Cei dicono nel Messaggio: "La ‘legge’ e la ‘promessa’ che guidano il vostro ‘gioco’, rendono chiara e verificabile la vostra avventura e orientano la vostra strada. Esse propongono una chiara visione della vita umana improntata su virtù difficili". Notano poi che "il metodo scout, proprio perché si fa attento alle vocazioni di ognuno e si adatta a età e provenienze diverse, è accolto e praticato da ragazzi e giovani provenienti da molte tradizioni culturali e sociali", rilevando che "questa dimensione di larga accoglienza va incoraggiata, ma essa – per non diventare causa di un’educazione superficiale e priva della necessaria identità cristiana – vi chiede di saper conciliare la capacità di un dialogo rispettoso della diversità delle culture e delle storie personali con la chiarezza e la completezza della proposta evangelica. Non saremo più accoglienti se saremo meno cristiani". I vescovi stimolano gli educatori scout a "praticare una condotta lineare, ispirata alla fedeltà verso la Chiesa, che aiuti i giovani ad affrancarsi dalle suggestioni di modelli culturali o di costume apparentemente innovatori, ma in realtà ancorati al conformismo e fondati sulla falsa pace del diffuso relativismo". (segue)