In conclusione del Messaggio, i vescovi del Consiglio permanente Cei si soffermano sulla "formazione dei formatori", affermando: "Vi chiediamo, su questo punto, di non fare sconti: si tratta, infatti, di un elemento decisivo della qualità dello scoutismo e di una garanzia necessaria per il suo futuro", richiamando anche l’impegno di molti preti, religiosi e diaconi che fanno da assistenti ai gruppi scout italiani. Quanto alla "salvaguardia e il rispetto per la natura", uno dei punti di forza dello scoutismo, il Messaggio auspica "una testimonianza di vita e un’azione culturale capace di spendersi nella difesa dell’equilibrio del creato, non sull’onda di un vago ecologismo, ma capace di tradursi in pratica impegnativa di sobrietà e di rispetto". I vescovi parlano poi di una "generosa assunzione di responsabilità civiche, per una cittadinanza attiva, impegnata a costruire una città dell’uomo solidale e partecipata", di cui danno prova molti scout adulti. Concludono invitando i giovani scout a "raccogliere la splendida eredità" dei cento anni di scoutismo, "prenderne in mano il testimone e fare del vostro meglio per portarla avanti in un altro tratto del percorso".