EUROPA-AFRICA: I CONTADINI DEL SUD CHIEDONO "ACCORDI COMMERCIALI PIÙ GIUSTI". COLDIRETTI, "NO AD UN NUOVO COLONIALISMO"

"Non vogliamo gli accordi commerciali per avere solo un aiuto, ma per consentire alle nostre popolazioni un reale sviluppo e attuare relazioni commerciali più giuste": a parlare è Ismael Sunga, dello Zimbabwe, rappresentante di una organizzazione di agricoltori dell’Africa australe, tra gli ospiti che intervengono oggi a Roma all’evento parallelo sugli "Accordi di partenariato economico" (Ape o Epa) tra Europa e Paesi Acp (77 ex colonie di Africa, Caraibi e Pacifico), in concomitanza con la 66° sessione del Comitato Fao sui prodotti. I contadini africani, dei Caraibi e del Pacifico, con il sostegno della Campagna "EuropAfrica" (promossa dalle ong italiane Terra nuova e Crocevia), sono in Italia per spiegare cosa non funziona degli Accordi di partenariato economico che devono essere firmati entro il 31 dicembre 2007 e che prevedono il libero scambio tra Europa e Paesi Acp di prodotti agricoli. Ma i rappresentanti dei Paesi Acp esprimono "preoccupazione" su molteplici aspetti di questi accordi, che a loro avviso potrebbero avere "conseguenze devastanti", soprattutto sull’agricoltura familiare, ha spiegato Nora McKeon, della Campagna "EuropAfrica". "Abbiamo il sospetto – ha aggiunto Antonio Onorati, presidente di Crocevia – che gli accordi debbano difendere altri interessi nell’ambito dei servizi, delle risorse naturali e degli investimenti". (segue)