IRAQ: MONS. SAKO (KIRKURK), "LA FUGA DEI CRISTIANI UN GRAVE DANNO PER IL PAESE"

Risale a ieri l’ultimo grave attentato ai danni delle comunità cristiane irachene. A Tell-el-skop, villaggio cristiano a nordest di Mosul, è esplosa un’autobomba. 10 i morti e 140 i feriti, in maggioranza bambini. Tra loro anche due suore domenicane. Davanti alla tragedia dei cristiani iracheni mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkurk e presidente del dialogo interreligioso dell’assemblea dei vescovi cattolici in Iraq lancia un appello alla riconciliazione. “I cristiani – afferma – sono stati i pionieri della costruzione della civiltà irachena. Insieme ai fratelli musulmani hanno difeso con coraggio il loro legame con la terra e l’integrità dell’Iraq. Tutti testimoniano la lealtà, l’onestà, la saggezza e il desiderio di vivere in fratellanza dei cristiani". Secondo l’arcivescovo, "il comportamento ostile verso i cristiani è in netta contraddizione con gli iracheni e la loro morale umanitaria e islamica. L’Iraq senza cristiani sarebbe un disastro per tutti gli iracheni. Forzare i cristiani ad abbandonare le loro case significa deteriorare il concetto di coesistenza e distruggere il mosaico culturale, civile e religioso di cui l’Iraq è considerata culla e incubatrice". Da qui l’invito "alla riconciliazione, alla solidarietà e a lasciare fuori gli elementi esterni che portano morte e divisione".