Per il card. Poupard il "crescente fenomeno della convivenza con i musulmani costituisce ancora di più oggi sullo sfondo della minaccia del terrorismo, una sfida per noi cristiani: siamo chiamati ad un forte impegno di formazione e di rafforzamento della nostra identità, affinché siamo in grado di rendere ragione della speranza che ci anima". Sottolineando che gli aeroporti costituiscono "un punto nevralgico del nostro mondo" il porporato ha sottolineato che questi devono diventare luoghi in cui "viaggia" il bene, luoghi di "speranza di vita, non di morte, di testimonianza di possibile dialogo tra culture e religioni diverse". In questi luoghi i cappellani devono "incoraggiare il dialogo" impedendo che la paura e il pessimismo "danneggiano i rapporti con essi". Il cardinale, per impedire confusione tra i fedeli sull’uso dei luoghi di culto, suggerisce di affiancare alle cappelle cattoliche "sale di meditazione interconfessionali". "Il dialogo ha poi concluso il rappresentante vaticano supera le paure che il terrorismo suscita e apre spirargli di una nuova umanità", aiuta a "spazzare" via la "cultura del terrore" e a formare "persone nuove" capaci di "dare risposte vere e illuminate dalla fede ai mali".