Nonostante i trattati internazionali sui diritti umani (Patto internazionale sui diritti civili e politici, Convenzione americana sui diritti umani, Convenzione europea sui diritti umani) proibiscano l’applicazione della pena di morte nei confronti di imputati che avessero meno di 18 anni al momento del reato, secondo il rapporto presentato oggi an Roma da Amnesty International, 9 Paesi non rispettano il divieto: Iran, Usa, Arabia Saudita, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Pakistan, Sudan e Yemen. Soltanto nel 2006, in Iran sono stati messi a morte quattro minorenni, uno in Pakistan. Sono oltre 100, invece, i Paesi che hanno emesso leggi che escludono la condanna a morte di minorenni, mentre Cina, Pakistan, Usa e Yemen avrebbero portato a 18 anni l’età. Usa e Iran hanno il primato delle esecuzioni minorili capitali. Dal 1990, sono stati 19 i minorenni giustiziati negli Usa. Un numero superato ampiamente in Iran, che prevede anche la lapidazione per le concubine. A marzo 2005, la Corte suprema degli Usa ha dichiarato incostituzionale la condanna a morte per i minori. Il segretario generale di Amnesty International Irene Khan ha dichiarato "ottimismo", per la tendenza alla diminuzione delle esecuzioni capitali, "benché aumenti l’applicazione in termini geografici". Nel 2006, l’avrebbero comminata 25 Paesi, contro i 22 del 2005. In Europa, è prevista solo in Bielorussia.