"La vita rappresenta valore previo ed il diritto alla vita è fondamento ineludibile per una società che si richiami alla democrazia ed alla pace": lo ha detto oggi a Roma Lucio Romano, dell’Associazione "Scienza & Vita", intervenendo al "Cantiere del Progetto Culturale" che vede riuniti oltre 300 delegati da tutta Italia per riflettere sulle prospettive dell’impegno dei cattolici "dopo Verona" (il convegno ecclesiale decennale celebrato nell’autunno 2006, ndr). "Sotto il profilo meramente descrittivo ha proseguito Romano – potremmo dire che la vita tenderebbe ad essere valutata, oggi, solo nella contingenza dell’hic et nunc o del tecnicamente possibile. Perché no, vita che si infutura e, perciò stesso, che trascende la determinatezza e la fragilità della accidentalità?". Il relatore ha poi illustrato alcuni dei limiti che vengono posti alla vita umana oggi: in campo biologico, con le diagnosi preimpianto, l’uso delle cellule staminali embrionali, la contraccezione, le indagini gestazionali, gli interventi neonatali, fino alle fasi adulte della vita. "Tutto ciò non significa che la medicina sia oggi, in assoluto, contro l’uomo. Piuttosto si richiede che la ricerca, le biotecnologie ed in genere la biomedicina … non amplifichino le fragilità umane bensì siano di aiuto all’uomo", ha concluso.