"Quando si parla di famiglia, non si deve pensare ad una struttura che sovrasta l’individuo come qualcosa di coattivo e repressivo, bensì ad una realtà che lo abilita, che lo capacita a diventare una persona umana". Lo ha detto, stamattina, Paola Soave, vice presidente del Forum delle associazioni familiari, intervenendo alla tavola rotonda "Le sfide pubbliche", uno dei momenti del 4° incontro nazionale dei responsabili e dei collaboratori dei Centri culturali presenti nelle 226 diocesi italiane, aperto a Roma il 26 aprile (fino al 28), "Dopo Verona. Il cantiere del Progetto culturale". "Famiglia ha aggiunto Soave – come fattore costitutivo dell’io, quella ‘differenza che fa la differenza’ della persona, delle relazioni sociali che diventa capace di vivere e costruire, della qualità del tessuto sociale che ne deriva". Per Soave, "le famiglie si trovano oggi in grande difficoltà di fronte al compito educativo: esse hanno bisogno di essere aiutate a ritrovare la capacità e il gusto della loro specifica e irrinunciabile responsabilità che sembra invece arrendersi e ritirarsi di fronte all’enorme potere educativo (in senso negativo) dei nuovi media". La politica, invece, "fatica a rendersi conto che la formazione delle nuove generazioni è un compito fondamentale e che su questo, prima di tutto, dovrebbe misurare le proprie scelte".