CEI: MONS. BETORI, "ANDARE OLTRE I TITOLI DELLE NOTIZIE"

Il dibattito nell’opinione pubblica, in Italia, spesso "prende come riferimento solo il titolo di un’agenzia", quasi mai si va a leggere "la fonte reale, cioè l’intero testo", con il risultato di creare "indebite pressioni". A denunciare un malvezzo tipico del panorama mediatico italiano è stato oggi mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio permanente. Rispondendo ai giornalisti sulle recenti affermazioni del presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, da Genova in merito alla famiglia – travisate da alcuni media – Betori ha osservato: "Il lavoro del giornalista è quello di sintetizzare, un lavoro che poi deve tradursi in un titolo che richiami l’attenzione. Questo è valso anche in questo caso. Ciò che dispiace è che il dibatto prenda come riferimento solo il titolo di un’agenzia: ciò crea indebite pressioni sull’intera esposizione". Al contrario, la denuncia di Betori, quasi nessuno "va a leggersi la fonte reale, cioè l’intero testo che è stato pronunciato". Nel testo in questione, il presidente della Cei – ha puntualizzato il segretario generale – intendeva ribadire che "ogni riferimento etico ha bisogno di un fondamento antropologico", non può essere "il frutto di una maggioranza".” ” ” “