MARTIRI DELLA FEDE: MONS.GIROTTI (PENITENZIERIA APOSTOLICA), "SEGNO DI DIALOGO E COMPRENSIONE TRA LE CULTURE"

""La testimonianza dei nostri fratelli missionari uccisi aiuta a superare tutte le forme di intolleranza e diventa per la Chiesa e per il mondo segno del dialogo e della comprensione tra le culture e le religioni". E’ quanto ha detto oggi pomeriggio mons. Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, presiedendo nella Basilica di Santa Maria Maggiore la veglia di preghiera per i martiri della fede promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. "Sono persone – ha affermato – che non hanno cercato il martirio, spesso sono state vittime di aggressioni, di rapine, di violenze nelle aree più povere e dimenticate, dove si sono trovate a resistere con coraggio per annunciare la fede". Nel XX secolo, ha ricordato mons.Girotti, ci sono stati 27 milioni di martiri (40 milioni in venti secoli di cristianesimo): 270mila ogni anno e circa 740 martiri al giorno, trenta ogni ora. "Nella Chiesa – ha precisato – il martirio è vissuto non come motivo di tristezza ma come fonte di forza, di energia e di speranza per continuare nella stessa strada di Cristo, senza nessuna altra difesa se non il Vangelo". Veglie di preghiera per i martiri della fede si svolgono oggi e nei prossimi giorni in molte parti del mondo.