"Troppo sangue si versa ancora nella nostra terra". È l’amara constatazione del vescovo di Locri-Gerace, Giancarlo Maria Bregantini, pronunciata questa mattina durante la messa del Crisma. "L’insidia della mafia non si ferma. Anzi ha detto il vescovo – si fa più nascosta, più criptica, e perciò stesso più sottile e invasiva. Diviene soprattutto pensiero negativo, perché debole è la nostra società che fatica a reagire, purtroppo. Forse anche per colpa nostra, quando abbassiamo la guardia, quando non reagiamo ai primi segni di malvagità che avvengono nei nostri paesi". "Ma dal male ha affermato il presule rivolgendosi ai sacerdoti della diocesi – vi sentirete spronati a trasformare tutto in bene: sfidati dal male ma consapevoli che il bene vincerà. Se tutti noi non riusciremo a rimuovere il male, è necessario operare apertamente e nel nome del Vangelo per trasformarlo in occasione di bene". Da qui l’invito a "non scoraggiarsi mai di fronte alle tensioni". Oggi ha detto mons. Vittorio Mondello, presidente della Conferenza episcopale calabra, nella cattedrale di Reggio Calabria, "non è facile annunciare Cristo all’uomo che, impregnato di una mentalità laicista e relativista, rifiuta l’idea stessa dell’esistenza di un Essere Supremo e di conseguenza si permette di fare del sarcasmo su Dio, sulla Chiesa e sui credenti".