"Ogni festa religiosa ormai è diventata anche il pretesto per qualche parallela operazione commerciale e turistica. Fino a non molti anni fa la maggior parte delle persone si limitava all’acquisto di qualche dolce tipico e alla tradizionale gita in campagna a Pasquetta. Oggi qualcuno, ne siamo certi, si ritroverà a trascorrere anche il giorno della Risurrezione in un grande magazzino o al solito centro commerciale". Così don Alberto Margoni, direttore del settimanale diocesano "Verona Fedele", commenta – nell’editoriale del numero in uscita domenica – la notizia che un grande magazzino del centro città sarà aperto a Pasqua come già lo fu a Natale. "Nella nostra città scrive Margoni c’è chi sarà costretto a lavorare pure questa domenica per non perdere il posto e lo stipendio, sebbene non si trovi ad essere impegnato nello svolgimento di servizi essenziali ma, al massimo, a vendere pigiami o calseti". Da qui la riflessione di Margoni: "Crediamo che ben difficilmente sarà dato di fare esperienza del Risorto all’interno di un grande magazzino. Pertanto, con umile ma convinta fede nel Risorto, dovremmo essere tutti in grado di esercitare la nostra libertà anche nel giorno di Pasqua, esprimendo l’indomito coraggio che porta a dire: No, oggi no! Pigiama e calseti li compro in un altro momento".