"È bello per noi vedere l’ombra di Pietro che si erge sulla collina poggiata sulla valle che gli indigeni di allora hanno chiamato Anhangabau per designare la fontanella dei fantasmi o il nascondiglio del diavolo. È bello vedere Pietro su quella roccia del Monastero e poter dire che la Chiesa universale fa statio a San Paolo del Brasile!". Così don Ilson Montanari, sacerdote a San Paolo del Brasile. Il sacerdote ricorda al Sir l’incontro del pontefice con i giovani allo stadio del Pacaembu "Paulo Machado de Carvalho" perché "trascenderà le pareti del Pacaembú e arriverà molto lontano". È come se Papa Ratzinger "avesse imparato presto il modo bem brasileiro di dire quanto la Chiesa conta su di loro". Don Montanari richiama anche il chinarsi del pontefice per raccogliere e consegnare la corona del rosario caduta ad un nipote del governatore: "benché fosse un bambino privilegiato diverso da tanti altri che abitano in favelas non tanto distanti era comunque un bambino che aveva perso il regalo appena ricevuto. C’è qualcosa di veramente illuminante nel delicato chinarsi del Papa. Ha colpito molto i brasiliani forse perché ha fatto intuire che la visita petrina vuole essere proprio questo chinarsi per ritrovare insieme e restituire un qualcosa che si è comunque un può smarrito. Pietro dice che Dio bisogna sempre ritrovarlo!".