Un nuovo modello di coesistenza culturale: questa la priorità per Mons. J. Michael Miller, Segretario della Congregazione per l’educazione Cattolica, intervenuto alla 22ma sessione della Conferenza permanente dei Ministri Europei dell’istruzione, svoltasi ad Istanbul tra il 4 e il 5 maggio. Miller ha definito "straordinariamente tempestivo" il tema della sessione, il ruolo delle politiche per l’istruzione ai fini della creazione un’Europa più umana e inclusiva. Ciò implica "una società che rispetti la dignità di qualsiasi essere umano, una società in cui fornire a tutti un’istruzione di qualità sia un obiettivo indispensabile". Miller ha ricordato l’importanza della "sinergia tra famiglie, insegnanti, professori, studenti, Ong, Chiese e comunità religiose" ai fini del processo educativo. I "membri più deboli" della società, i bambini, vanno tutelati con "un sistema di interventi coordinati all’interno del progetto educativo", "in collaborazione con i genitori" cui spetta "il diritto e il dovere primario dell’educazione dei propri figli". L’educazione deve "trasmettere la conoscenza delle proprie radici culturali", insegnando al contempo "il rispetto per le altre culture e promuovere l’apprezzamento per la ricchezza della loro storia e dei loro valori", fornendo "elementi indispensabili per lo sviluppo di una visione interculturale tra i giovani".