Con riferimento al cosiddetto "concilio di Gerusalemme" descritto nella prima Lettura, durante l’omelia della Messa celebrata ad Aparecida per l’inaugurazione della Quinta Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Carabi, Benedetto XVI ha rilevato: "Questa pagina" è "molto appropriata per noi" perché "ci richiama il senso del discernimento comunitario intorno alle grandi problematiche che la Chiesa incontra lungo il suo cammino e che vengono chiarite dagli apostoli e dagli anziani con la luce dello Spirito Santo", il quale "aiuta la comunità cristiana a camminare nella carità verso la piena verità". "Questo ha spiegato il Papa – è il metodo con cui operiamo nella Chiesa". Non è solo una questione di procedura; è il riflesso della natura stessa della Chiesa". Quanto alla "Gerusalemme celeste" della seconda Lettura, Benedetto XVI ha avvertito: "Contemplarla e desiderarla, non deve costituire motivo di evasione dalla realtà storica in cui la Chiesa vive condividendo le gioie e le speranze, i dolori e le angosce dell’umanità contemporanea, specialmente dei più poveri e sofferenti". "Una Chiesa animata e mobilitata nella carità di Cristo" ha concluso il Pontefice "sprigiona una forza missionaria irresistibile, che è la forza della santità".