In Europa in media solo il 3% dei padri si avvale dei congedi parentali, con percentuali che variano dal 2% della Spagna e della Germania fino all’85% della Norvegia. E’ uno dei dati resi noti oggi al seminario promosso a Roma dalla Conferenza episcopale italiana sul tema "Quanto la donna è imprenditrice. Organizzazione del lavoro e pari opportunità". Il congedo di paternità non esiste a livello europeo, ma solo in alcuni paesi nordici e in Francia. Originale il caso dell’Islanda, che nel caso della nascita di un figlio prevede la possibilità di usufruire di tre mesi per la madre, tre mesi per il padre e tre mesi in alternanza: "i tre mesi del padre vengono persi, se non vengono utilizzati", e questo fa del caso irlandese "un esempio nella lotta contro gli stereotipi sul ruolo del padre". A livello di "buone pratiche", si distinguono le politiche di quei Paesi "che sono riuscite a coniugare la cura della famiglia, l’innalzamento del tasso di fertilità e l’incremento della presenza delle donne sul mercato del lavoro".