"Si fa presto a dire razzismo. Non esagererei circa il caso del ragazzo fischiato dai compagni di scuola. Non si tratta di minimizzare o sottacere fenomeni presenti nella nostra società, né immaginare situazioni idilliache per quanto riguarda l’integrazione delle persone immigrate". Lo afferma Alberto Campoleoni, esperto di scuola ed educazione,commentando la vicenda di Atif, ragazzo marocchino di Casazza (Bg) fischiato da alcuni suoi coetanei durante la premiazione di una gara che aveva vinto. "Va considerato spiega l’esperto – che a scuola e nel gruppo dei pari non è difficile che si scatenino dinamiche conflittuali e anche crudeli che sono cosa ben diversa da fenomeni di razzismo, anche se, in questo caso, dirette verso un ragazzo immigrato". Per superare le difficoltà, "ci sono l’entusiasmo e positività delle giovani età e le risorse di una comunità educante che agisce per la valorizzazione di ogni ragazzo e del bene comune. Questo non crea l’isola felice ma autorizza a guardare con una certa serenità e fiducia anche episodi come quello di Casazza. Serenità e fiducia nella capacità della scuola e dello stesso gruppo di ragazzi, di superare ed elaborare in modo positivo l’esperienza. Fissarla con categorie facili quella di razzismo, ad esempio e tutto sommato superficiali non è una buona operazione".