GIORNALISTI: ORAZIO PETROSILLO, LA PROFESSIONE ERA "LA VOCAZIONE”

In Orazio Petrosillo, “convivevano in perfetta assonanza professione e fede. E’ stato un giornalista credente, non perchè laureato in teologia, non perchè teologo ma perchè testimone”. Lo ha detto questa mattina mons. Pierfranco Pastore, segretario del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, presiedendo, nella basilica di Sant’Anselmo all’Aventino, le esequie del vaticanista morto venerdi’ scorso dopo una lunga malattia. Mons. Pastore ha ricordato che negli anni ’70 “fui io ad accoglierlo nella Sala Stampa Vaticana” quando chiese “la tessera di vaticanista. Mi colpirono subito – ha aggiunto il presule – il suo sorriso schietto e leale, la sua cordialità, il suo entusiasmo. Segni caratteristici che accompagneranno poi i lunghi anni, ma troppo brevi, del suo servizio” Petrosillo, ha aggiunto, “amava il suo mestiere, dirò meglio amava la sua vocazione”, perchè per lui la professione del giornalista, “vissuta per mettere in comunione il suo sapere e la sua fede con gli altri” era “una vocazione, vorrei dire la vocazione”. Al termine della celebrazione la figura del vaticanista del quotidiano "Il Messaggero", “giornalista, uomo e amico”, è stata ricordata da diversi colleghi vaticanisti con testimonianze sul lavoro in sala stampa vaticana e in molti Paesi del il mondo al seguito del Papa.