"Sia nell’immaginario che nella vita reale la casa rappresenta un luogo fisico e morale di cui ogni cultura sente il bisogno e la necessità. L’urgenza cui spesso ci si richiama, nella città di Roma in particolare, rischia di diventare fattore di divisione e di concorrenza ulteriore fra gli autoctoni e gli ultimi arrivati. La casa, invece, è una necessità di tutti e deve unire anche quando le cronache mettono in risalto vicende drammatiche legate a questa emergenza". Così i promotori della XVI edizione della Festa dei Popoli di Roma (Padri Scalabriniani in collaborazione con la Migrantes e la Caritas diocesana) spiegano il titolo della manifestazione di quest’anno "Una casa lontana da casa", proposta, domenica 20 maggio, agli oltre 150 gruppi di non italiani cattolici, e non solo, presenti nella capitale organizzati in centri o associazioni. La festa ha "la genuinità spiegano i promotori – della partecipazione reale degli immigrati, offre opportunità adatte ad una comunità che cerca delle risposte alla multietnicità: l’intelligenza della condivisione, l’accettazione dell’alterità, il coraggio della convivenza". La giornata inizierà alle 9,00 con l’apertura degli stand in piazza San Giovanni in Laterano. Seguirà un dibattito promosso dal sito internet www.baobab.org e la messa, alle 12, presieduta dal segretario generale del Vicariato, mons. Mauro Parmeggiani. Nel pomeriggio degustazione di piatti tipici, spettacoli folkloristici, workshops e mercatino di prodotti artigianali.