Tra gli aspetti più rilevanti, secondo le Acli, di questa nuova "politica integrata di sostegno" alla famiglia, il lavoro si trova ai primi posti. "La riforma degli ammortizzatori sociali dice l’associazione nel documento di proposte al mondo politico – deve prevedere misure di integrazione del reddito o di reddito minimo oltre le coperture attualmente previste". Si parla anche di occupazione femminile che va favorita "con interventi mirati di riduzione del cuneo fiscale, affiancati dall’aumento dei servizi materno-infantili". Le Acli chiedono, a questo riguardo, almeno 30mila nuovi posti negli asili nido e l’istituzione, presso le Amministrazioni locali, di albi delle babysitter, cooperative di servizio e di assistenza domiciliare all’infanzia. C’è anche la richiesta di introdurre normative che favoriscano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La proposta è di adottare anche in Italia – attraverso la contrattazione – il part-time a richiesta e di migliorare la legge sui congedi parentali. (segue)