POVERTÀ ESTREME: RICERCA CNCA, “RISCHIO IN AUMENTO TRA DONNE E STRANIERI SENZA CASA”. LA PROPOSTA DI UN “OSSERVATORIO” (2)

Riguardo al “rischio di esclusione sociale” – conclude la ricerca – è in aumento tra le donne e tra gli stranieri. C’è inoltre “una tendenza al ringiovanimento” delle persone a rischio. “Nelle nostre società è ricomparsa da 10-20 anni la povertà abitativa – ha osservato durante il convegno Antonio Tosi, docente di sociologia urbana e politiche della casa al Politecnico di Milano -. Le politiche sociali e abitative, che in Italia sono in ritardo, vengono rivolte in generale al ceto medio. Ma questo non basta: bisogna pensare anche alle persone in grande difficoltà, cercando di intervenire in maniera preventiva per evitare la caduta dal disagio all’esclusione”. Secondo il sociologo, “è come se la maggioranza della popolazione chiedesse per sé una vera casa pensando invece a una forma sostitutiva, ossia ad alloggi temporanei come i dormitori o le case di accoglienza, per chi vive situazioni di povertà estrema”. In pratica, questo è l’avvertimento di Tosi, “si fa strada l’idea che possano esistere cittadini di serie B, che possono accontentarsi anche di sistemazioni di altro tipo”. A suo avviso “sono tutti segni di una possibile riduzione di cittadinanza, un processo mai avvenuto prima nella storia della società industriale, che invece era fondata sul progetto della piena integrazione di tutti i cittadini”.