Prima le minacce ad esponenti pubblici, poi gli attacchi a due agenzie di lavoro interinale e, infine, due auto date alle fiamme vicino all’abitazione del portavoce del sindaco. Un’escalation di violenza che ha portato Bologna, negli ultimi tempi, al centro delle cronache nazionali. "Come tutte le manifestazioni di violenza di matrice politica e terroristica, questi episodi vogliono, come primo obiettivo, seminare terrore e preoccupazione, soprattutto in una città che ha una tradizione di ordine". Così analizza il fenomeno il criminologo Augusto Balloni, docente alla Facoltà di scienze politiche dell’Università di Bologna. Ed è proprio dal basso che, per il criminologo, può nascere la risposta: "Il popolo deve stringersi attorno alle istituzioni democratiche, e questa è l’unica risposta possibile alla violenza di chi vuole attaccare la democrazia". Balloni invita dunque ad essere "vigili e solidali" prima che la situazione degeneri. Proprio di possibile "salto di qualità" ha parlato, in un’intervista a un quotidiano nazionale, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, secondo il quale gli attentati potrebbero celare anche un messaggio per gli "irriducibili" del terrorismo: "Noi non siamo le Brigate Rosse, però siamo pronti e disponibili a fare qualche lavoro insieme a voi".