"L’universo dei media costituisce l’orizzonte culturale proprio del nostro tempo, ossia l’areopago nel quale siamo chiamati a proclamare il Vangelo e a confrontarci con quanti a diversi livelli vi operano e lo abitano". È quanto ha ricordato mons. Giuseppe Lorizio, docente alla Pontificia Università Lateranense, intervenendo oggi al convegno promosso da WeCa (associazione dei webmaster cattolici; www.weca.it), su "Le nuove tecnologie: una risorsa educativa" (Perugia, 18-19 maggio). I mass media, ha proseguito Lorizio, non sono "semplici strumenti, ma una sorta di nuovo mondo, che l’uomo del nostro tempo abita, spesso inconsapevolmente, e nel quale si muove lasciandosi incantare dalla dovizia delle risorse e dal fascino delle sirene, che attraverso i monitors giungono nel suo ambiente di lavoro, fino a casa sua". Per il docente, si tratta di "un’esperienza ricca di prospettive, ma non esente da rischi, nella quale si va disegnando una nuova immagine dell’umano e attraverso la quale l’uomo si pensa in modo diverso rispetto a un passato che, per quanto cronologicamente recente, viene percepito come sempre più distante e lontano". Per questo, ha sottolineato Lorizio, "il nodo antropologico implicato in queste profonde trasformazioni è decisivo e ad esso risulta connessa la problematica educativa". (segue)