La "questione antropologica", messa a tema dal "progetto culturale", è "fondamentale e urgente" per "valutare le questioni concrete della vita personale e sociale". Lo ha detto mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aprendo oggi la 57ma Assemblea generale dei vescovi italiani. "La persona ha ammonito Bagnasco – non è una fase della vita umana, ma è la ‘forma’ in cui l’uomo è uomo. Per questo, anche quando la persona non ha ancora sviluppato e attuato le sue capacità o perde coscienza di sé, resta persona degna di rispetto e di diritto. La sua dignità è dunque intrinseca e incancellabile qualunque siano le circostanze di vita". L’uomo, inoltre, "non è riducibile ad un agglomerato di pulsioni e desideri", e "la sua ragione non solo è capace di autocoscienza, di ragionamenti formali, di applicazione alla realtà empirica, ma si apre anche ai significati e alla questione del bene e del male. Essa supera i limiti della sequenza dei fatti, della mera cronaca, e l’interpreta cercandone i perché, le direzioni future. In questo dinamismo ha concluso il presidente della Cei – si pone l’universale questione del senso del vivere e del morire da cui la storia umana è attraversata", e "la radicale apertura della sua anima verso la Trascendenza, cioè verso Dio".” ” ” “