“Parole bellissime”. Così mons. Fuad Twal, arcivescovo coadiutore del patriarcato latino di Gerusalemme, commenta al Sir l’appello alla fine della violenza nella zona di Gaza lanciato dal Papa ieri al Regina Caeli. “Benedetto XVI – afferma l’arcivescovo – ricorda al mondo che la crisi in Terra Santa è il cuore di tutti i conflitti mediorientali perché ha anche delle ripercussioni religiose. Se si arriverà a trovare una soluzione sarà per il bene di tutti, israeliani e palestinesi in primis”. Una soluzione “difficile”, spiega, “perché gli americani stanno dando la priorità all’Iraq” ma non “impossibile” perché “qualcosa si sta muovendo a livello internazionale". "Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra le parti sul Mar Morto, registriamo l’iniziativa dei Paesi arabi con le aperture di Olmert impegnato a studiarla e a fare una proposta. Qualcosa, dunque, si muove”. Tuttavia, ricorda mons. Twal, “la crisi non è solo quello che si manifesta nei suoi aspetti più tragici ma è un’intera storia fatta di occupazione e violenza. Non dobbiamo guardare solo l’albero che abbiamo davanti ma tutta la foresta che gli sta dietro”. “Nutro fiducia verso israeliani e palestinesi – conclude – è la fiducia che ci viene dalla croce e dalla preghiera del mondo che non deve abbandonare la Terra Santa”.” ” ” “