CAMPI NOMADI A ROMA: SEI ORGANIZZAZIONI, "NON CRIMINALIZZARE UNA INTERA POPOLAZIONE" (2)

La proposta di costruire mega-campi controllati da 1000-1500 persone “fuori dal Raccordo”, osservano, “è una proposta grave in sé, ma anche per il messaggio che contiene”, ossia: “Accanto ai Rom e ai Sinti non si può vivere e perciò vanno isolati”. Ricordando che a Roma vivono solo 10.000 rom (150.000 in tutta Italia, di cui la metà bambini), le sei organizzazioni fanno notare che la maggior parte sono stanziali (“sebbene vittima di continui sgomberi”) e “aspirano ad una soluzione abitativa stabile”. Una prova ne è il fatto che centinaia di famiglie sono in lista d’attesa per l’assegnazione di case popolari. I firmatari della lettera fanno presente soprattutto le raccomandazioni europee all’Italia di “affrontare la questione dell’alloggio delle popolazioni Rom e Sinti” e chiedono “un patto per l’inclusione sociale”: “Proponiamo misure concrete e decisive per la promozione umana dei bambini e dei giovani, sostenendo il diritto allo studio e l’inserimento nella scuola; chiediamo che il diritto allo studio sia garantito anche con l’attribuzione di borse di studio; si prendano misure efficaci per la tutela e la promozione della donna e per l’inserimento nel mondo del lavoro. Chi commette reati sia sanzionato secondo le leggi: frequentando ogni giorno i ‘campi’ saremo noi i primi ad esserne contenti! Ma non criminalizziamo un intero popolo”.” ” ” “