RIFIUTI IN CAMPANIA: PADRE PIZZUTI (SOCIOLOGO), "DEGRADO DI TUTTA LA SOCIETÀ" (2)

Un altro problema, a giudizio di padre Pizzuti, è che "la metodologia di coinvolgimento e di partecipazione delle comunità locali non è stata attuata all’inizio della crisi", al contrario di quanto avvenuto, diversi anni fa in Piemonte, "dove attraverso un coinvolgimento delle realtà locali, delle associazioni, dei cittadini si studiò la situazione insieme e si trovarono delle soluzioni in campo dei rifiuti, poi accettate e condivise da tutti". Un grave "vulnus" è anche l’eccessivo localismo per cui "nessuno vuole i rifiuti". "All’inizio – osserva il gesuita – probabilmente non sono state trovate soluzioni adeguate che rispettassero le varie realtà e distribuissero equamente i rifiuti. Poi c’è una cattiva conoscenza delle tecnologie che permettono di incenerire e lavorare i rifiuti, assicurando la salute dei cittadini e il benessere del territorio". Inoltre, in Campania "la situazione si è aggravata perché sono giunti illegalmente molti rifiuti tossici". A ciò si aggiunge che "determinati leader cavalcano queste proteste e reazioni per trarne vantaggi". Tutto questo insieme di problematiche che sfocia nella continua emergenza rifiuti "presenta un costo finanziario notevole: noi esportiamo rifiuti in Germania, spendendo molto, mentre il paese che li accoglie, oltre ad essere pagato per tale servizio, trasformando i nostri rifiuti ha un ulteriore guadagno". (segue)