"La Chiesa è multietnica da sempre, dal giorno della Pentecoste: c’è stato sempre uno scambio di doni". Con queste parole mons. Benigno Luigi Papa, arcivescovo di Taranto, ha risposto ad una domanda sull’Italia divenuta "terra di missione", nel corso della seconda conferenza stampa della 57ma Assemblea generale della Cei. Il "fatto nuovo", per Papa, è rappresentato "dai preti ‘fidei donum’ che da altre nazioni vengono da noi". Un fenomeno evidente "specialmente in alcune regioni", e che secondo il presule "ha risvolti positivi, perché fa capire come la Chiesa viva il fenomeno della multietnicità con sentimenti profondi di fraternità. E’ molto bello che un prete africano sia accolto in una nostra comunità e lavori qui da noi". Interpellato in merito al rapporto tra l’annuncio del Vangelo e l’"identità di ciascuno", Papa ha puntualizzato che non si tratta di fare "preferenze" per gli immigrati cristiani, piuttosto che di altre religioni: "Da noi arrivano persone che hanno bisogno di vivere", ha detto. "Se gli immigrati condividono la stesas fede, quindi la stessa cultura ha aggiunto il processo di integrazione diventa più facile: la storia ha dato ragione al card. Biffi, che proponeva criteri ragionevoli per il processo di regolarizzazione degli immigrati", ha osservato.