Quale sogno "avevano nel cuore coloro che oggi ricordiamo? Il sogno ha proseguito il gesuita, ricordando le parole di Falcone e Borsellino di una città trasparente dove non regna l’antiStato ma la convivenza onesta basata sulla legge dell’Amore che porta all’osservanza dei doveri e al rispetto dei diritti di tutti". E, infine, il testamento: "Giovanni, Francesca, Paolo e la scorta, con la loro morte ha detto Sibilio – hanno affidato questa città a ciascuno di noi perché ne abbiamo cura. Essi sono spariti fisicamente ma hanno inciso indelebile nel nostro cuore la loro lotta e il loro sogno". Un ultimo pensiero è stato rivolto da padre Sibilio ai giovani presenti: "In questo momento storico particolare nel quale sembra che ogni valore sia appiattito sull’effimero: abbiate nel cuore grandi desideri, non conformatevi alla pseudo-cultura dell’omertà e della raccomandazione trincerandovi dietro al fatto che fan tutti così, abbiate il coraggio di rischiare… A voi famiglie di questi grandi testimoni, a voi magistrati e a voi forze dell’ordine ha concluso Sibilio – un grazie di cuore per il sacrificio che avete affrontato. Continuiamo a sperare e a lottare insieme, credendo fermamente che il sangue di questi martiri è il seme di una nuova civiltà".