"La morte assurda di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini della scorta non è stata la fine di un sogno o il fallimento. Essi sono martiri, testimoni cioè, di giustizia e di accanito amore per l’umanità". È quanto ha affermato padre Vincenzo Sibilio, gesuita, rettore del Centro Educativo Ignaziano (C.E.I., con sede a Palermo), nell’omelia della messa celebrata oggi presso lo stesso Centro, in occasione del XV anniversario della strage di Capaci. Diversi i momenti che hanno scandito questa giornata sia a Palermo sia a Corleone. In mattinata, è attraccata, nel capoluogo siciliano, la "nave della legalità" con migliaia di giovani studenti provenienti da tutta Italia. Nel pomeriggio si è svolto un corteo – partenza dall’"Aula Bunker" e da via d’Amelio – verso l’Albero Falcone (via Notarbartolo, di fronte all’abitazione del magistrato) dove ci si è raccolti in memoria delle vittime. Successivamente i presenti si sono recati al C.E.I. dove è in corso la celebrazione della messa. "Siamo qui ha esordito padre Sibilio – non per piangere dei morti ma per ringraziare Dio per aver dato a questa città uomini e donne amanti della giustizia e della legalità che hanno portato nel cuore il sogno di una convivenza civile non sottomessa a nessun ricatto". (segue)