CONFERENZA SULLA FAMIGLIA: AZIONE CATTOLICA, "NON È UN NOBILE RESIDUO DI ARCHEOLOGIA SOCIALE" (2)

L’ACI mette poi in luce "l’elevato tasso di instabilità" della famiglia, dovuto a fattori quali "la cultura della precarietà e dell’indefinita revocabilità delle scelte" oltre ai "non risolti problemi di politica sociale a favore della famiglia". Si rilevano poi "drammatiche carenze educative e formative", di fronte a cui "quasi soltanto la Chiesa cattolica si occupa di richiamare i valori del matrimonio". Da ciò deriva la necessità di interventi "nei cammini di formazione" per quanti si sposano, anche con rito civile, "sia nel successivo percorso della vita di coppia". Tali supporti potrebbero venire dai "consultori familiari pubblici o espressi dalla società civile", in particolare "con l’impegno nella prevenzione delle possibili crisi coniugali". Si suggerisce inoltre la creazione di "reti fra le famiglie", la "valorizzazione delle associazioni di volontariato". Soprattutto si punta a una "seria politica della famiglia" a partire "dal riconoscimento della sua centralità come nucleo primario di coesione sociale". Il documento indica al riguardo una serie di interventi di tipo fiscale, dei servizi, delle politiche abitative, sul lavoro, i suoi tempi, le "pari opportunità", la formazione. Si chiede infine particolare attenzione alle "situazioni familiari più difficili e delicate".