DIRITTI UMANI: RAPPORTO AMNESTY 2007, “POLITICHE DELLA PAURA CREANO DIVISIONI E LIMITANO LE LIBERTÀ” (2)

L’imperativo della "sicurezza nazionale" diventa così un pretesto per reprimere la dissidenza e questo accade in Nord Africa, in Medio Oriente o in Russia, dove si fa strada “una deriva autoritaria”. Anche in Cina e in Vietnam, secondo il rapporto, è cresciuta la repressione contro la dissidenza, in Afghanistan i crimini contro l’umanità “vengono commessi da tutte le parti in conflitto”, mentre in Egitto riemerge “una repressione vecchio stile”. In Iraq, dove nel 2006 sono state eseguite 65 esecuzioni capitali (erano state 3 nel 2005), “le peggiori pratiche del regime di Saddam Hussein sono rimaste in auge”. Si è acuita, secondo Amnesty, anche “la divisione tra musulmani e non musulmani, alimentata nei Paesi occidentali da strategie anti-terrorismo discriminatorie”. “Gli episodi di islamofobia, antisemitismo, intolleranza e attacchi contro le minoranze religiose – sottolinea l’organizzazione – sono aumentati un po’ ovunque”. In Russia e in vari Paesi europei, inoltre, “si sono fatte evidenti la segregazione e l’esclusione delle comunità rom, prove della clamorosa mancanza di leadership nel promuovere il razzismo e la xenofobia”. Grave è il capitolo che riguarda la limitazione della libertà d’espressione, con l’uccisione di giornalisti come la russa Anna Politkovskaya, degli attivisti politici nelle Filippine, l’incriminazione di scrittori in Turchia.