Il premier dei Paesi Bassi, Jan Peter Balkenende, è intervenuto ieri al Parlamento di Strasburgo nell’ambito del dibattito sul "Futuro dell’Europa" e ha spiegato le ragioni del "no" olandese al referendum del 2005 sulla Carta fondamentale. "La Comunità ha realizzato grandi successi in questi 50 anni: ha creato pace e sviluppo, ha allargato i propri confini e ha approfondito i legami tra gli Stati. Ma gli ultimi passi compiuti sono stati troppo rapidi e hanno influenzato concretamente la vita dei cittadini. I quali non hanno avuto il tempo di far proprie e comprendere appieno tutte queste novità". Secondo il capo del governo di Amsterdam, "la gente ha avuto paura di una Unione troppo invadente, che rubasse l’identità del nostro paese". Occorre, secondo il relatore, "far comprendere il plusvalore di una Unione che rispetta le diversità", insistendo soprattutto "sul criterio di sussidiarietà", tenendo sotto controllo il bilancio comunitario, puntando a una "minore regolamentazione e a una maggiore trasparenza". "Tre quarti dei cittadini olandesi è favorevole all’Ue ha spiegato il premier -, ma non vuole una Costituzione europea, che invece è per noi il simbolo dell’identità della nazione". Balkenende suggerisce di provvedere alle riforme necessarie per far funzionare l’Ue mediante nuovi Trattati, "così come è stato fatto ad Amsterdam e a Nizza". (segue)