” “” ” ” “"E’ unanime il giudizio che il modello italiano, mediterraneo" di welfare "debba essere mutato, ponendo fine al connotato di familismo residuale e all’inefficiente uso delle risorse pubbliche, causa di costi elevatissimi per il lavoro femminile". Lo ha detto, stamattina, nella relazione centrale del gruppo di lavoro "Famiglia e welfare" della Conferenza sulla famiglia di Firenze, Paolo Bosi, docente di Scienza delle finanze alla facoltà di Economia di Modena-Reggio Emilia. "Il modello svedese, naturalmente in una versione che tenga conto dell’ormai insostituibile ruolo del terzo settore e della valorizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale ha evidenziato Bosi – rappresenta nel lungo periodo il punto di riferimento più appropriato, ma ha come implicazione uno sforzo straordinario di ridisegno e ammodernamento dell’amministrazione pubblica e deve vincere radicati orientamenti politici che privilegiano aspetti produttivistici". Si pensi, ha chiarito il docente, "al tema del rapporto tra lavoro di cura familiare e incentivazione dell’abbandono del mercato del lavoro". Per Bosi è importante, inoltre, affrontare "il problema della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (lep) per la famiglia", che "richiede compiti formidabili di valutazione della spesa standard necessaria per l’offerta dei servizi che costituiscono oggetto dei lep".” “” “” “” “