Le "equipes per l’affidamento familiare" proposte da De Marco, invece, "dovrebbero essere capaci di trasmettere il valore della temporaneità dell’accoglienza come valore in sé, come esperienza di condivisione e compartecipazione" e "preparare gli affidatari ai possibili problemi". "Bisogna infatti evitare che l’affidamento familiare fallisca" ed essere consapevoli che "non tutte le offerte di disponibilità equivalgono a idoneità all’accoglienza". Infine, il sostegno post-adozione, la cui necessità è sentita "tanto dai servizi sociali e dagli enti, quanto dai magistrati", tutti consapevoli che il rapporto con i servizi instaurato per ottenere l’adozione "va ripreso e sviluppato in funzione di aiuto ai due soggetti, la coppia e il bambino, per farli diventare famiglia, stimolando la conoscenza reciproca, aiutandoli a vedere oltre l’apparenza, insegnando ad accettare le diversità, spianando le tensioni, avvicinando chi si allontana, infondendo sicurezza, restituendo fiducia".