Favorire l’affidamento, anche attraverso "un sostegno materiale" alla famiglia che accoglie e la creazione di "equipes composte da più figure professionali in grado di formare e selezionare le famiglie affidatarie" e accompagnare la coppia che adotta un bambino anche con "forme di sostegno post-adozione". Sono alcuni degli spunti emersi nell’intervento di Giulia De Marco, presidente del Tribunale per i minori di Torino, alla Conferenza nazionale sulla famiglia, in corso a Firenze. "In alcune Regioni ha ricordato sono state adottate delibere che prevedono il versamento di un contributo spese fisso mensile alle famiglie affidatarie", ma nella maggior parte dei casi esse "non ricevono il minimo aiuto economico". Questo, tuttavia, servirebbe a ribadire "il ruolo istituzionale che la famiglia affidataria svolge", oltre che a porre rimedio a una condizione nei fatti iniqua. "La disponibilità all’accoglienza", infatti, "implica un impegno in termini di risorse fisiche e mentali di tutta la famiglia, ma non può e non deve tradursi anche in una rinuncia a un livello di vita consolidato, come di fatto avviene quando il numero dei membri della famiglia cresce con l’affidamento di un bambino". (segue)