” “” ” ” “Don Colmegna, quindi, ha chiesto "politiche di forte valorizzazione della sussidiarietà attiva e partecipata, che mettano in moto la risorsa-famiglia non solo come realtà a cui si consegna la responsabilità delle fragilità, ma soggetto che sollecita la crescita di reti e coesione sociale", quindi la famiglia come "motore di solidarietà". Per il sacerdote, "la qualità umana di una società dovrebbe essere misurata a partire dalla qualità della vita dei più deboli tra i suoi membri. Dunque farsi carico delle famiglie con problemi di fragilità è un’esigenza etica sulla quale devono convergere ispirazioni culturali e sociali diverse". Se, infine, alla famiglia va riconosciuto "un compito positivo" nella gestione delle situazioni di fragilità, è evidente, per don Colmegna, "che non può essere sovraccaricata di ruoli insostenibili. La famiglia non è un sistema organizzato per far risparmiare sui servizi e nemmeno un soggetto a cui delegare compiti decisionali che non ha o che comunque non può portare avanti senza supporti adeguati". Proprio per questo, ha concluso il sacerdote, "è importante sostenere e valorizzare tutte le forme di volontariato, il mutuo aiuto già presente, riconoscendo un compito e una funzione anche programmatica e non solo genericamente consultiva". ” “” “” “” “