Donati bolla come "inadeguate" le misure prese finora circa le migrazioni. Ad esempio, i ricongiungimenti familiari sono stati affrontati in maniera "abbastanza burocratica, senza grandi slanci di politica sociale, soprattutto a livello nazionale, mentre un po’ più dinamiche sono state le amministrazioni locali, ma con una certa disparità fra le diverse aree territoriali". Per il sociologo affrontare il rapporto famiglia e migrazioni significa "interrogarsi sui vissuti di speranza e di sofferenza, di distacco e di recupero degli affetti e dei sostegni familiari, di tenace costruzione del proprio futuro, cioè di sentimenti ed esperienze che intessono la vita quotidiana degli uomini e delle donne migranti". Il processo migratorio è "familiare" per una serie di ragioni, prima tra tutte la "scelta di partire", che è in genere "mediata dallo stesso contesto familiare". Inoltre "le decisioni migratorie dipendono dalle vicissitudini della propria famiglia, che può spostarsi o meno, in tempi diversi, con modalità diverse, può accettare o meno nuovi stili di vita, e così via" e, ancora, le migrazioni "sono influenzate dai rapporti di genere, e modificano i rapporti di coppia e fra le generazioni". (segue)” ” ” “