"Dinanzi al mistero della morte il silenzio è sempre d’obbligo, ma di fronte al mistero di questa morte – l’omicidio di una madre gestante – il silenzio s’impone! Di fronte a certi tragici eventi occorre tacere; persino Dio tace! Dove cercare, dunque, le parole da dire per rompere questo assordante silenzio, se non nelle pagine della Scrittura proclamate in questa assemblea?": si è aperta con questi pensieri l’omelia del vicario generale dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, mons. Gualtiero Sigismondi, pronunciata nella chiesa di San Silvestro in Morcella di Marsciano, alle esequie di Barbara Cicioni, uccisa due giorni fa nella sua abitazione di Campignano. "Davanti a questa bara, – ha detto ancora mons. Sigismondi – abbiamo tutti estremo bisogno di domandare al Signore il dono di un cuore semplice e puro, perché il cuore dell’uomo, il nostro cuore, è un abisso impenetrabile, che solo la grazia di Dio può scrutare e sanare". Nella parte conclusiva dell’omelia, il vicario generale, dopo aver chiesto di pregare per i familiari, ha aggiunto: "preghiamo, inoltre, per coloro che sono chiamati a far piena luce su quanto è accaduto, perché assicurino alla giustizia chi ha commesso tale crimine". Proprio in queste ore si è appreso che Roberto Spaccino, il marito, è in "stato di fermo" con l’accusa di omicidio della moglie Barbara.