CARD. SIRI: MONS. BAGNASCO, "CON LA SEMPLICITÀ DISARMANTE DEI PICCOLI" (2)

"Il card. Siri – ha aggiunto mons. Bagnasco –, che parlava spesso del ‘fine’, fine dell’uomo e della vita, pensava alla ‘luce’, cioè a Gesù che è luce del mondo, luce calda dell’amore del Padre. La luce rivela il fine, e il fine consente a ciascuno di individuare la strada e i mezzi più opportuni per raggiungerlo. Per questo, rifacendosi alla massima dei Santi, suggeriva di guardare le cose sempre ‘sub lumine aeternitatis’: potremmo dire, nella luce del Cielo che ci attende". Citando il testamento spirituale di Siri, mons. Bagnasco, ha poi affermato che "in poche righe ripete cinque volte l’affermazione ‘sono felice’". "Secondo certi stereotipi – ha aggiunto il presule – potrebbe suscitare una certa sorpresa. Invece, nell’intimità del suo cuore, il cardinale era felice, viveva la gioia e la pace dell’anima non perché la sua fosse una vita scevra di croci, al contrario, ma perché viveva nella fede e della fede". L’affermazione "sono felice", ha concluso Bagnasco "è un invito, ma suona anche come una consegna e un segreto: ci indica Cristo. Solo guardando costantemente a Gesù, come Pietro sul lago di Galilea, si può affrontare gli inevitabili momenti di buio e di prova che fanno parte dell’umana esistenza. Affrontarli e restare nella pace e nella gioia fino a poter dire, con la semplicità disarmante dei piccoli ‘sono felice!’".