77 chiese trasformate in moschee, 133 tra luoghi di culto e monasteri dissacrati, 18 chiese trasformate in depositi, caserme e ospedali militari, 1 in albergo e in scuola d’arte. È quanto emerge da una mostra fotografica allestita dal Museo del Sacro monastero di Kykkos presso l’arcivescovado di Nicosia dove oggi è giunto il pellegrinaggio "ecumenico" organizzato dalla Brevivet di Brescia cui partecipano 21 tra giornalisti e delegati diocesani per l’ecumenismo e la pastorale del turismo. La mostra, sul tema "Monumenti cristiani nella Cipro turca occupata – Aspetti e fatti di una distruzione continua", presenta una serie di fotografie che attestano le conseguenze dell’invasione turca del 1974 sul patrimonio e sull’identità culturale cipriota nei territori occupati nella zona nord dell’isola. Secondo Charalampos Chotzakoglou, curatore della mostra, "le chiese cristiane stanno crollando. Se non sono state convertite in moschee vengono usate dall’esercito o usate per scopi diversi fino a renderle dei pollai o delle stalle". (segue)