In Honduras continuano le violenze sugli indigeni tolupan che lottano per difendere la loro terra dallo sfruttamento: l’ultimo gravissimo atto è avvenuto il 27 aprile, nella cittadina di Morazàn, dipartimento di Yoro. Selvin Vladimir Perez Vieda, 20 anni, figlio maggiore di M.Magdalena Perez Vieda, membro di organizzazioni indigene rifugiata in Italia perché minacciata di morte (le sono stati uccisi otto membri della sua famiglia), e Jenri Leonel Perez y Perez (nipote di Magdalena), hanno subito un’imboscata da parte di sei uomini armati. I due giovani, membri della Polizia nazionale (ma in quell’occasione non in servizio), sono riusciti a difendersi con le pistole, ma sono tuttora ricoverati in ospedale di San Pedro Sula per le gravi ferite riportate. La loro macchina è stata raggiunta da circa 500 proiettili. "Gli aggressori erano armati di mitragliatrici, fucili mitragliatori d’assalto e carabine – raccontano al Sir gli amici romani di Magdalena -. Alcuni di essi, a volto scoperto, sono stati riconosciuti: si trattava d Reinaldo Inestroza, figlio di "Paco" Inestroza, leaders del gruppo paramilitare "Vigilancia Organizada" della comunità di allevatori Ocote Paolino, occupante da tempo le terre della tribù indigena tolupan Candelaria e indiziati di numerosi omicidi, aggressioni e minacce". Gli amici di Magdalena chiedono di dare "più diffusione possibile" alla notizia.