“Bisogna anche riconoscere – ha affermato -, che le religioni sono sfortunatamente state, in numerosi casi, fattori di violenza nella storia dell’umanità, e questa situazione rischia di ripetersi sotto nuove forme”. Ma è necessario sottolineare quanto esse abbiano “contribuito e possano ancora contribuire alla coesione sociale, alla riconciliazione e alla pace”. Mons.Follo porta alcuni esempi positivi di tolleranza e rispetto reciproco parlando dell’imperatore buddista Asoka nel III sec. A.C., del principe musulmano Akbar nel XVI sec. e del Concilio Vaticano II. Senza “sottostimare le divergenze di fondo tra le religioni del mondo – ha precisato -, le stesse possono portare un contributo maggiore” con “scambi culturali che, senza nascondere le divergenze, siano al servizio della giustizia e della pace”. “Ne va del futuro dell’umanità – ha concluso -: quali che siano le differenze, tutti gli uomini formano una sola famiglia, e questa famiglia ha la vocazione di vivere nell’unità e nella pace”.” ” ” “