La necessità di “una riflessione su base valoriale che riporti la dimensione sociale all’interno del mondo finanziario” è stata ribadita – al convegno promosso oggi a Roma dalla cei su etica, sviluppo e finanza – da Antonio Tricarico (Eurodad, European network on debt and development). “La finanza per lo sviluppo – ha aggiunto – oggi dovrebbe sostenere i beni pubblici globali, ovvero quelli che possono dare ritorni a lungo termine (abbattimento pandemie, stabilizzazioni climatiche, promozione dell’istruzione), e occorre introdurre maggiore democrazia e partecipazione negli organismi finanziari internazionali”. Alberta Guerra (Volontari del mondo Focsiv), soffermandosi sugli strumenti del microcredito e del commercio equo e solidale, ha ribadito che questi “sono importanti, ma devono accompagnare gli impegni che i governi devono assumere, come ad esempio lo 0,7 del Pil da destinare agli aiuti allo sviluppo”. “Non basta dare, occorre aiutare ad essere, e questo processo si attua con l’acquisizione da parte dei destinatari del sapere e del saper fare” ha rilevato Franco Caleffi, direttore di Federcasse, illustrando il progetto “Microfinanza campesina in Ecuador”, basato sulla collaborazione con Codesarrollo, cooperativa di risparmio e credito locale. Oltre 20 milioni di dollari erogati dal 2002 ad enti di credito cooperativo e ai campesinos, piccoli agricoltori altrimenti privi di accesso al credito.