SANZIONI USA AL SUDAN: SARTOR (CARITAS ITALIANA), "PER FERMARE IL GENOCIDIO IN DARFUR NON BASTANO"

Le sanzioni Usa al governo del Sudan per fermare il genocidio in Darfur non sono "l’unico sistema per risolvere la crisi, che è molto più complessa. Serve un lavoro di tipo diplomatico da parte della comunità internazionale, per rivedere un nuovo accordo globale di pace sul Sudan". E’ il parere di Giovanni Sartor, dell’Ufficio Africa di Caritas italiana, esperto della situazione in Sudan. "Non possiamo prendere una posizione contraria e favorevole alle sanzioni – dice Sartor al SIR in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo bisettimanale -, ma non crediamo sia la strada per risolvere la questione del Sudan e del Darfur in particolare. La comunità internazionale deve avere un altro approccio, non solo di tipo accusatorio o penalizzante. Non sappiamo se le sanzioni possano aiutare o meno ma non crediamo sia questo l’unico sistema per risolvere la crisi". A suo avviso la comunità internazionale potrebbe invece "ripartire dall’accordo di pace sul Darfur firmato un anno fa e che non è stato realizzato", "includendo tutte le parti coinvolte nel conflitto" e considerando che "il problema del Darfur è collegato all’implementazione dell’accordo di pace tra Nord e Sud del Paese". La comunità internazionale dovrebbe fare una "pressione soprattutto diplomatica", inviare "esperti in trattative di pace" e fornire "un supporto tecnico e di assistenza".